Fiocco di neve: elogio alla vita

Sono particolarmente affascinata dai fiocchi di neve. Non avendo mai vissuto in luoghi particolarmente freddi, quelle rare volte che mi è successo di ammirarne la caduta, sono rimasta incantata.
Ci ripenso in questo periodo dell’anno in cui, solitamente, nel mio lontano paese natale è possibile ammirare la meravigliosa danza di questi minuscoli fiori bianchi, una stupenda coreografia, assolutamente unica nel suo genere.

Unico e irripetibile

Il segreto di questa bellezza è una straordinaria combinazione di fisica e geometria che genera forme complesse e uniche per ogni fiocco di neve. In natura, infatti, non esiste un fiocco di neve identico ad un altro, anche se sono tutti perfettamente simmetrici. Com’è posssibile?

Potremmo cercare una delle tante risposte nel loro processo di formazione, nelle condizioni ambientali, nel modo in cui i cristalli di ghiaccio si sviluppano dal vapore acqueo, che è essenzialmente la fisica dei fiocchi di neve.

Come si forma il fiocco di neve?

Un cristallo di neve appare infatti quando il vapore acqueo nell’aria si converte direttamente in ghiaccio senza prima diventare acqua liquida. Progressivamente, il vapore condensa su un cristallo di neve nascente, che cresce intrappolando le minuscole particelle di pulviscolo atmosferico che incontra e si sviluppa, facendo emergere i motivi decorati.
Le minuscole gocce d’acqua, grandi alcuni millesimi di millimetro, congelano quindi intorno ai granelli di polvere, creando così un nucleo cristallino che agisce da “seme” per il futuro cristallo di neve.

Un cristallo di neve a forma di stella inizia con la formazione di una piccola piastra esagonale, dai cui angoli spuntano sei rami. Man mano che questa piastra si snoda attraverso le nuvole, incontra delle particolari condizioni di temperatura e umidità che influenzano la crescita dei rami.

La forma finale del cristallo di neve è determinata dal preciso percorso che esso fa attraverso le nuvole; i sei rami attraversano tutti lo stesso percorso, e sperimentano le stesse modifiche al medesimo tempo: ecco perché crescono in sincronia, generando una forma complessa, ma simmetrica.

Poiché non esistono due cristalli di neve che seguono lo stesso percorso esatto tra le nuvole mentre cadono, in natura non esisteranno due cristalli di neve identici.

Tutti pazzi per i cristalli di neve

Uno dei primi a studiare i cristalli di neve in modo scientifico fu Johannes Kepler, conosciuto da tutti per le sue tre famose leggi sul moto dei pianeti.
Ma non molti sanno che nel 1611 Keplero pubblicò un trattato sui fiocchi di neve, nel quale egli cercava di fornire una spiegazione alla loro simmetria esagonale. L’astronomo austriaco suggerì infatti che la forma dei cristalli potesse essere legata all’impacchettamento di piccole sfere di ghiaccio.
Keplero infatti non conosceva ancora la reale struttura atomica dei cristalli, che fu osservata per la prima volta solo 300 anni dopo grazie alla cristallografia a raggi X.

Non molti anni dopo Keplero, anche Cartesio si occupò di studiare la natura dei fiocchi di neve, componendo una raccolta di disegni di come apparivano i cristalli ad occhio nudo.

Per avere le prime immagini microscopiche dettagliate fu infatti necessario attendere l’opera di Robert Hooke, che nella seconda metà del Seicento realizzò moltissime osservazioni al microscopio. La sua opera Micrographia, una grande raccolta di disegni realizzati al microscopio, contiene molte raffigurazioni dei cristalli di neve e della loro intricata struttura.

In passato c’è stato anche chi ha provato a verificare l’esistenza di cristalli di neve identici.
Come Wilson Bentley, un contadino americano vissuto fra l’Ottocento e il Novecento, che per tutta la vita fotografò migliaia di cristalli di neve. Sebbene si stima che ne abbia fotografati circa 5 mila, duemila vennero pubblicati nel 1931 nella raccolta “Snow Crystals”, ancora oggi in stampa.
Esiste persino un sito web che raccoglie alcune delle immagini più belle raccolte da Bentley.

“Al microscopio, ho scoperto che i fiocchi di neve sono un miracolo di bellezza;
ed impazzivo all’idea che questa bellezza non potesse essere apprezzata da altri.
Ogni cristallo è un disegno geometrico unico e nessuna forma è mai ripetuta.
Quando un fiocco si scioglie, questa forma è persa per sempre.
Così tanta bellezza spariva, senza lasciare nessuna traccia di essa.”

Wilson Bentley, 1925

C’è poi chi ha imparato a crearli in laboratorio, come li fisico nucleare giapponese Ukichiro Nakaya, che dal 1932 condusse uno studio sistematico dei cristalli di neve, riuscendo a crearli in laboratorio in condizioni controllate.

I metodi di Nakaya sono stati seguiti e raffinati da molti ricercatori in tutto il mondo, che ancora oggi studiano il complesso processo di formazione dei cristalli di neve.
I fenomeni responsabili dei cristalli di neve sono però molto complessi e non ancora del tutto chiari.

Che fiocco sei ?

Se c’è una lezione che ci insegnano I fiocchi di neve, è che per nascere hanno bisogno di un lento e complesso processo, che non si può copiare.

Metaforicamente mi fanno pensare all’essere umano e alla sua esistenza. Non ce n’è alcuno uguale all’altro ed è impossibile percorrere o ricreare le stesse condizioni di nascita, crescita e vissuto.

Che tu sia un fiocco di neve che andrà a posarsi sull’asfalto, sul naso di un gattino, sul cappello di un bambino o su un monumentale pupazzo di neve…che importa dove e come ti scioglierai?

Quel che conta davvero è che tu sappia di essere un miracolo di bellezza e di conservare in te stesso, solo per il fatto di esserci, il mistero e lo splendore della vita.

La traccia che la tua vita lascerà nel solco dell’esistenza, sarà una danza splendida e unica, sempre.

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